giovedì 28 luglio 2011

Alibi Fulmine: Noir promo CD


Queste le due righe scritte su un CD molto interessante e divertente da ascoltare che il gruppo genovese degli Alibi Fulmine mi ha fatto la cortesia di spedirmi.


Alibi Fulmine
“Noir” promo CD
Autoproduzione
3 brani – Durata 12’ 27’’

“Noir”, lavoro autoprodotto dal gruppo neo swing genovese degli Alibi Fulmine, ensemble che dai primi anni '80 si muove sulla scena musicale del bel paese proponendo una vivace miscela sonora fatta di pezzi d'autore inediti a tinte nere, cantati rigorosamente in italiano, ispirati agli ambienti e ai personaggi propri dei romanzi dei maestri del poliziesco nazionale e internazionale, dei film hard boiled americani dei torbidi anni '40 e '50 e del filone cinematografico del poliziottesco, in voga in Italia fra gli anni '70 e i primi anni '80 del '900, è un CD promozionale, dai molteplici influssi e dalle numerose contaminazioni musicali, che contiene tre tracce.
Protagonisti dei testi dei brani, che verrano inclusi anche nel nuovo album della band attualmente in fase di registrazione, sono infatti personaggi persi, dediti al whisky e al gioco d'azzardo che si muovono prevalentemente di notte.
A queste caratteristiche, che sembrano voler mettere in luce un marcato “malessere di vita” ed un sofferto individualismo, requisiti che ai giorni nostri affliggono la quasi totalità dell'umanità, si contrappone però una scanzonata ma sempre lucida autoironia che rende il disco divertente e piacevole da ascoltare.
Per quanto riguarda poi le influenze musicali, questo CD, nonostante ad un primo ascolto possa sembrare di semplice fruizione, ha un ricco background di riferimento, che spazia da citazioni di grandi cantanti italiani della prima metà del secolo scorso come Renato Carosone e Fred Buscaglione, ad un lavoro di ricerca per gli arrangiamenti fatto su tutto ciò che concerne la musica da film del passato.
Si passa infatti dai maestosi standard suonati dalle grandi big-bands americane ai grandi temi dei compositori italiani di colonne sonore come, solo per citarne alcuni, Piero Piccioni, Gianni Ferrio e  Piero Umiliani, a cui i componenti del gruppo hanno attinto per creare un funzionale impianto sonoro di brani che hanno in comune una forte matrice swing e bossanova con incursioni molto evidenti e marcate in generi vari e diversi come jazz, new wave, rock’n roll e spy music.
Fa da corona al tutto, rendendo quest'opera un fresco e divertente amalgama di suoni e parole, la voce nitida e ben scandita di Sabrina Verdi che affianca componenti capaci e ben rodati che integrano l'utilizzo di strumenti musicali tradizionali come chitarra elettrica, basso e batteria con alcuni più particolari e ricercati quali: chitarra hawaiana, ukulele, theremin e percussioni di ogni genere.
Alla luce di quanto scritto non si può quindi far a meno di consigliare  l'ascolto del repertorio di questo gruppo, fresco e particolare, a chiunque cerchi qualcosa di diverso dalla musica piatta e tutta uguale che propongono i canali mainstream.


TRACKLIST
1.     Credi ai sogni (3' 48”)
2.     Tutto va ok (4' 44”)
3.     Noir (3' 55”)

Per chi volesse qualche informazione sul gruppo:

lunedì 25 luglio 2011

I Soliti ignoti

In questo momento di grossa crisi per la cultura in generale e il cinema in particolare vorrei ricordare una delle opere dirette dal regista, romano di nascita ma viareggino di adozione, Mario Monicelli e capolavoro assoluto di quel filone, sviluppatosi nella seconda metà degli anni cinquanta del '900, che viene indicato con il nome di commedia all'italiana.


Locandina originale del film

Vittorio Gassman nel ruolo di Peppe, un pugile balbuziente in disarmo, Marcello Mastroianni nel ruolo di Tiberio, fotografo che bada a suo figlio piccolo mentre la moglie è in prigione per contrabbando di sigarette, Renato Salvatori nel ruolo di Mario, perditempo bonaccione che si fa mantenere da tre vecchie, Tiberio Murgia nel ruolo di Ferribotte, siciliano geloso della sorella Carmela, interpretata da Claudia Cardinale, e Carlo Pisacane nel ruolo di Capannelle, stalliere dalla storica fame arretrata sono i protagonisiti de I Soliti ignoti, film diretto da Mario Monicelli nel 1958 e capolavoro della commedia all’italiana.
Questi personaggi formano una banda di cinque ladruncoli che, istruiti da Dante Cruciani, interpretato da Totò, sulle tecniche dello scasso, decidono di fare il colpo della vita: scassinare la cassaforte di un periferico Monte di Pietà. 
I cinque, penetrati in un appartamento attiguo al monte, sfondano una parete sperando così di entrare nella stanza dove si trova la cassaforte.
Sbagliano però parete e si ritrovano in una cucina dove si consolano mangiando un piatto di pasta e ceci che trovano su un tavolo e all’alba, avviliti, se ne vanno. 
Con questo film, scritto da Age, Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico, storici sceneggiatori e padri di molti capolavori del cinema italiano, e diretto da Mario Monicelli, il cinema comico diventa “cosa seria” e non solo espressione di gag estemporanee o di gestacci scontati. 
I soliti ignoti inoltre dà inizio alla stagione della commedia all’italiana, genere cinematografico capace di proporre film di straordinaria qualità. 
Uno dei punti di forza di questo film irresistibile è la caratterizzazione dei personaggi e la capacità di regista e sceneggiatori di rappresentare con molta ironia quel momento storico difficile che è stato per l’Italia il decennio che va dal 1950 al 1960. 
Con l’interpretazione di Peppe, uno dei protagonisti del film poi, Vittorio Gassman, noto fino ad allora per i classici che ha interpretato in teatro o per ruoli di cattivo, diventa finalmente anche attore comico.
In seguito continuerà su questa strada interpretando altri film ironici e spassosi come: La grande guerra, L’armata Brancaleone e Il sorpasso. 
Il lungometraggio, che è stato uno dei massimi incassi di quell’anno in italia, uno dei più grandi successi di Mario Monicelli e ha avuto e ha tuttora un grosso successo di pubblico e di critica, si è aggiudicato molti premi come la nomination all’Oscar come miglior film straniero nel 1958. 
Nel 1959 poi, gli seneggiatori Age, Scarpelli, Cecchi D’amico e Monicelli e l’interprete del film Vittorio Gasman si sono aggiudicati il nastro d’argento. 
Il grande successo di questa pellicola ha fatto sì che altri due seguiti e due remake americani fossero girati.
Nel 1959 infatti, attirato da facili e garantiti guadagni, Nanny Loy gira il seguito dell'opera di Monicelli dal titolo Audace colpo dei soliti ignoti con Manfredi al posto di Mastroianni e senza Totò.
Nel 1985 Amanzio Todini dirige un altro film ispirato alla scalcinata banda di ladruncoli I soliti ignoti vent’anni dopo, sempre interpretato da Mastroianni, Gassman e Murgia.
Anche gli americani sulla scia del grande sucesso di questo film ne hanno fatto un remake nel 1984 dal titolo I soliti ignoti made in USA.
Un altro remake americano dei Soliti ignoti è Welcome to Collinwood, film uscito nel 2002 per la regia dei fratelli Anthony e Joe Russo e prima realizzazione della Section Eight, la casa produttrice di Steven Soderbergh e George Clooney.

martedì 19 luglio 2011

Fracchia la belva umana

Visto che nel 2011 compie trent'anni e che ho un debole per Lino Banfi che in questo lungometraggio interpreta il commissario Auricchio, uno dei protagonisti della storia, nella nota sottostante voglio parlare di uno dei film comici più divertenti della storia del cinema italiano.


Locandina originale del film

Fracchia la belva umana, capolavoro della commedia all’italiana anni ‘80, è un film estremamente comico e divertente, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 1981, con delle trovate originali e un susseguirsi di situazioni comiche e in alcuni casi satiriche.
Diretto da Neri Parenti, il film presenta un cast che comprende i più famosi interpreti della commedia all’italiana in voga in quel periodo.
Troviamo infatti Paolo Villaggio nel ruolo di Fracchia e della Belva suo sosia, Anna Mazzamauro nel ruolo della signorina Corvino, Gianni Agus che interpreta il titolare dell’azienda in cui lavora Fracchia e Lino Banfi che fa la parte del commissario di polizia.
Nel cast ci sono anche Massimo Boldi e Francesco Salvi tutti e due giovanissimi e alle loro prime apparizioni che interpretano i componenti della banda della Belva e Gigi Reder, più noto per aver prestato il volto al Ragionier Filini, che in questo lungometraggio appare in piccole scene dove è la madre della Belva.
Tema centrale del film è lo scambio di persona, favorito dalla perfetta somiglianza, tra Fracchia, normale e pauroso impiegatuccio in una fabbrica dolciaria e uomo costantemente frustrato e umiliato nella vita e sul lavoro, e la belva umana, spaventoso pluriomicida ricercato da tutte le polizie del mondo per i suoi numerosi crimini.
Al povero Fracchia dopo numerosi arresti, fra cui quello passato alla storia del cinema che avviene nel corso di una cena con la signorina Corvino collega di lavoro di cui Fracchia è segretamente innamorato interpretata magistralmente da Anna Mazzamauro, viene infine concesso un lasciapassare che gli dovrebbe permettere di evitare lo scambio con la Belva.
Quest’ultimo, però, sfrutta a suo favore la situazione sottraendo con la forza il lasciapassare a Fracchia ed agendo così indisturbato.
Nella necessità, però, si fa sostituire da Fracchia.
Nascono, così, numerose situazioni comiche, come quelle tra la madre della Belva e Fracchia e la scena in cui quest’ultimo è costretto a fare una rapina al posto della Belva trovandosi però totalmente impreparato.
Il film si conclude con un tentativo della polizia di arrestare il criminale tramite un piano che prevede anche la collaborazione di Fracchia.
Lo scambio di persona, però, continua e, alla fine, vengono uccisi entrambi.
In paradiso però, Fracchia scoprirà che il prezioso lasciapassare è rimasto in possesso della Belva.
Così per il malvagio criminale c’è il paradiso mentre per l’eterna vittima Fracchia, scambiato per la Belva, c’è l’inferno.
Il punto di forza di questo film, la cui trama ruota intorno al protagonista in cui lo spettatore, per forza di cose, si riconosce, è l’autoironia, il prendere in giro l’uomo, le sue infelicità e i suoiproblemi.
Quella di Fracchia infatti è una vita sciatta: ha un lavoro che non lo appaga e una relazione con una donna brutta e che non dà frutti.
L’unica critica che possiamo fare sta nel finale, davvero banale, pesante e noioso, che rovina un film altrimenti eccellente.

giovedì 14 luglio 2011

The Pro

Spostando uno scatolone nella mia cameretta per liberare un po' di spazio sotto il letto in vista di un'altra piletta di libri da sistemare mi sono ritrovato tra le mani ed ho riletto volentieri il volumetto di cui parlerò nella nota sottostante e di cui consiglio caldamente la lettura a tutti gli appassionati di fumetto americano e non.

Copertina

Collana: Edizioni BD, Supersonic
Autori: Garth Ennis, Amanda Conner, Jimmy Palmiotti, Paul Mounts
Genere: Supereroistico, Grottesco
Formato: 16x24, bross., colori
Pagine: 80
Prezzo: € 9.00

Analizzando la vasta produzione di storie a fumetti di Garth Ennis, le cui peculiarità principali sono: l'estremizzazione della violenza, un umorismo nero molto accentuato, un linguaggio volgare ed esplicito, un interesse acceso per l'amicizia maschile e uno sdegno divertito nei confronti dei personaggi che via via vengono presentati al lettore, non si può non menzionare “The Pro”, miniserie, uscita originariamente negli U.S.A. nel 2002, pubblicata in Italia in volume da Magic Press nel 2003 e riproposta dalle Edizioni BD di Milano, che l'ha data nuovamente alle stampe nel 2008.
Il testo volgare e sboccato dello scrittore britannico, che fa venir meno la patina di idealizzazione a cui è legata alla figura del supereroe, ben si adatta alle matite di Amanda Conner, che quando è uscita quest'avventura era poco più che un'esordiente, e alle chine del veterano Jimmy Palmiotti.
Protagonista di quest'opera è infatti una prostituta disperata cinica e rassegnata, che si contrappone all'idea che il lettore di fumetto ha del supereroe come personaggio pieno di valori e bontà che, ricevuti alcuni super poteri da un alieno chiamato il Guardiano, scherzosa parodia del marvelliano Osservatore, per il solo gusto di scoprire se chiunque possa essere un eroe viene contattata dalla Lega dell'Onore, supergruppo composto da caricature irriverenti dei più potenti e popolari eroi dell'editore DC Comics, e ne diventa membro.
I suoi modi poco convenzionali e poco ortodossi, però, le creeranno più di un problema sia col gruppo che con l'opinione pubblica e realizzerà che i suoi nuovi poteri possano essere molto più utili per migliorare la propria vita e rendere più munifico il proprio lavoro che per il bene della gente.
Suo malgrado però alla fine del racconto, vittima di un grande malinteso e in modo del tutto incoerente rispetto a quello che Ennis ha raccontato fino a poche pagine dalla fine, sacrificherà la propria vita per salvare l'umanità.
Parodia politicamente scorretta dei fumetti di supereroi, in particolar modo di quelli della DC Comics, questo volume si caratterizza oltre che per un'irriverenza vista raramente in un comic book americano anche per il tratto pulito, morbido ed espressivo di Amanda Conner, coadiuvata alle chine dal compagno Jimmy Palmiotti, che varia dal grottesco splatter delle scene più intimamente legate a Pro a uno stile più caricaturale adottato per connotare ambienti e personaggi ridicoli e sopra le righe come, per esempio, i componenti della Lega dell'Onore.
Il tutto viene poi reso più eterogeneo dai colori accesi e vivaci di Paul Mounts che danno valore aggiunto ad una storia e a dei disegni molto particolari ed insoliti per una nazione bacchettona come gli Stati Uniti.
Alla luce di quanto scritto si può quindi affermare, senza paura di essere smentiti, che questo volume, lettura leggera, divertente e spiazzante, sia estremamente consigliabile per chiunque cerchi nel fumetto mainstream americano qualcosa di diverso dalle classiche avventure di supereroi.

domenica 3 luglio 2011

La Linea!

Osvaldo Cavandoli e Mr. Linea
La Linea è il protagonista di un cartone animato, ideato da Osvaldo Cavandoli, costituito da un uomo che percorre una linea virtualmente infinita di cui è anch'esso parte integrante.
Nel suo cammino incontra numerosi ostacoli e spesso si rivolge al disegnatore in un grammelot incomprensibile affinché esso disegni la soluzione ai suoi problemi.
Nel 1969 Cavandoli propose il personaggio, chiamato inizialmente Mr. Linea, ad alcune agenzie pubblicitarie che realizzavano filmati per il Carosello della RAI.
Questo, piacque moltissimo all'ingegner Emilio Lagostina, collezionista d'arte e titolare dell'omonima industria di pentole a pressione, che lo volle protagonista di alcuni caroselli per la sua azienda.
La presentazione del mostro eroe, inizialmente chiamato Agostino Lagostina, il nome fu poi eliminato dopo la prima serie di Caroselli, fu questa: "Chi è Agostino? Un piccolo uomo vivace, dal naso realmente espressivo, con tutte le istanze e le preoccupazioni della vita moderna.
Figlio di una matita e di una mano".
Alla Linea venne associata la voce di Giancarlo Bonomi, che gli fornì una parlata onomatopeica dal vago accento milanese, e una colonna sonora vagamente jazz curata da Franco Godi e Corrado Tringali.
Il borbottìo e le comiche imprecazioni del personaggio, che divenne così protagonista di una serie di celebri spot pubblicitari, diffusi anche all'estero, dove sono anche stati prodotti dei DVD con le sue avventure, sono espresse in un linguaggio incomprensibile, una sorta di grammelot in cui non è difficile riconoscere alcune estemporanee espressioni in dialetto milanese.
Sull'onda del successo, nel 1972 La Linea divenne anche una striscia a fumetti che vinse numerosi premi internazionali.
Ad essa seguirono poster, calendari e vari prodotti di merchandising.
Soltanto all'inizio del 2007 la Lagostina ha cambiato il suo storico logo, dando un'amarezza in più all'anziano ideatore.
La Linea è stata citata anche nel video musicale per la canzone di Jamiroquai "(Don't) Give Hate a Chance" del 2005, in cui appaiono varianti tridimensionali del celebre personaggio oltre che mano e matita di un disegnatore, e nella sigla finale dell'anime "Itadakiman", facente parte della serie "Time Bokan", in cui le silhouette che si muovono sulla linea sono quelle dei tre "cattivi" della serie.
Anche "Bla Bla Bla" e "The Riddle", canzoni di Gigi d'Agostino,  nei cui video viene ripreso il simpatico omino, modificato e animato a ritmo di musica, sono state dedicate a La linea.