martedì 8 maggio 2012

Topolino: Dracula di Bram Topker

Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Fabio Celoni
Colori: Mirka Andolfo, Fabio Celoni
pubblicata sui numeri di Topolino 2945 - 2946
Data di uscita: Maggio 2012
N° Pagine: 35
Prezzo: € 2,30

Nell'anno in cui ricorre il centenario della morte di Bram Stoker, avvenuta a Londra il 20 aprile 1912, Topolino rende omaggio a questo grande autore con la parodia in due parti del suo romanzo più famoso dal titolo “Dracula di Bram Topker”.
Pubblicata sui numeri 2945 e 2946 del noto periodico per ragazzi e disegnata con tratto fluido, incisivo e elegante dal fumettista lombardo Fabio Celoni su testi di Bruno Enna, questa storia vede il ricco cast degli abitanti di Topolinia interpretare un'avventura ispirata ad un libro, “Dracula”, in cui la figura del protagonista è incentrata su leggende riguardanti il sovrano della regione rumena della Valacchia, Vlad Tepes III detto l'impalatore.
La vicenda inizia con Topolino che, nei panni dell’avvocato Jonathan Ratker, si reca in Transilbarbabietolania nei Torpazi per curare l’acquisto di alcuni terreni nelle vicinanze di Londra per conto di un misterioso e inquietante nobile, impersonato da Macchia Nera, il Conte Vlad III della Malacchia, Dracula per gli amici.
Temutissimo dai suoi superstiziosissimi compaesani e in grado di manipolare le menti delle persone che gli stanno vicino, nel corso degli avvenimenti si scoprirà essere un vampiro molto particolare.
Per non parlare di morti e di sangue, temi non adatti al target a cui è diretto un contenitore come Topolino, Bruno Enna ha sfruttato una delle più grandi fobie alimentari che attanaglia l'uomo: le barbabietole.
Il conte infatti, oltre a riunire in se tutte le caratteristiche proprie del suddetto non morto come tra le altre quelle di non riflettersi negli specchi e di trasformarsi in animali, si nutre di questa tremenda verdura e chiunque morda diventa dapprima affamato del rosso ortaggio e successivamente proprio una gigantesca barbabietola.
Accanto a Topolino e Macchia Nera, numerosi altri personaggi danno vita ad un'opera che, nonostante per  narrazione e costruzione delle tavole sia lontana anni luce da parodie classiche come, giusto per ricordarne alcune: “L'inferno di Topolino”, “Guerra e pace”, “Il mistero dei candelabri”, appassionerà e affascinerà il lettore per il susseguirsi in modo serrato di situazioni molto divertenti e particolari.
Tra questi assumono grande rilevanza ai fini della trama Minnie, che interpreta Minnina Murray, e Pippo, nel ruolo di Pippo Van Helsing.
Per quanto riguarda il disegno infine, il tratto moderno ma nonostante ciò funzionale per le pubblicazioni disneyane di Celoni contribuisce, anche grazie ai colori della bravissima Mirka Andolfo, a creare perfettamente l’atmosfera cupa e notturna che si addice a una storia che, come questa, si basa su uno dei pilastri della letteratura dell'orrore.
Alla luce di ciò quindi, non si può che consigliare questa parodia sia agli amanti dei personaggi Disney che a quelli di film e romanzi sui vampiri e auspicarci che avventure di questo tipo tornino a far capolino sempre più spesso su Topolino.

mercoledì 2 maggio 2012

Gerald Scarfe

Da poco mi è capitato di riascoltare la versione rimasterizzata dell'album "The Wall" dei Pink FLoyd, che, come me, nel 2009 ha compiuto 30 anni, e di rivedere il meraviglioso film tratto da questo disco diretto nel 1982 da Alan Parker.
Colpito dalle stupende e crude animazioni, come la marcia dei martelli, che compaiono nel film, ho cercato qualche notizia sull'artista che le ha realizzate, Gerald Scarfe.

Gerald Scarfe (autocaricatura)

Gerald Scarfe è nato a Londra il 1 giugno 1936.
Da bambino era asmatico e quindi passava molto tempo leggendo e disegnando.
Dopo un breve periodo di studi presso il Royal College of Art di Londra, si è affermato come disegnatore satirico lavorando per le riviste “Punch Magazine” e “Private Eye” nei primi anni Sessanta.
Ha avuto molte mostre, di cui più di 50 personali, in numerosi paesi del mondo tra cui New York, Osaka, Montreal, Los Angeles, Sydney, Melbourne, Chicago e Londra.
Ha disegnato scene e costumi per spettacoli teatrali e opere liriche, le scenografie per il musical e le animazioni per il film ispirato al disco “The Wall” dei Pink Floyd ed alcuni bozzetti per il lungometraggio “Hercules” della Walt Disney.
Scarfe ha inoltre scritto, diretto ed è apparso in molte pellicole live action e documentari per la BBC e Channel 4 e ha pubblicato molti volumi con i suoi disegni.
Il suo ultimo libro, “Monsters” è uscito nel 2008.
È stato vignettista politico per il “Sunday Times” di Londra per 42 anni e ha lavorato per la rivista “The New Yorker” per i 17 anni.
Il lavoro di Scarfe appare tutt'oggi regolarmente in molti periodici.
Gerald Scarfe ha ricevuto l'Ordine dell'Impero Britannico, una delle massime onoreficenze inglesi, nel 2008.

La marcia dei martelli (dal film The Wall)

martedì 1 maggio 2012

Ricordi che affiorano dalle trincee

Le trincee nella Grande Guerra erano un posto dove vivevano ammassati migliaia di soldati.
Erano scavate nella terra, nella viva roccia o erano costituite da muretti di pietre che delimitavano i terreni, poi rinforzati con sacchi di terra.
Il militare che svolgeva il turno nella trincea di prima linea, era esposto al fuoco del nemico e alle intemperie.
I ricoveri per riposarsi erano situati nella trincea di seconda linea, posta un centinaio di metri indietro rispetto alla prima linea.
Le trincea di prima linea quando pioveva diventava un pantano ed i militari rimanevano giorni con i piedi nel fango, senza potersi né lavare né cambiare.
Si viveva in condizioni igieniche precarie, con i topi che regnavano sovrani, con la puzza degli escrementi che venivano buttati fuori dalla trincea, non c’erano le latrine, ed il tanfo dei corpi in decomposizione dei caduti rimasti nella terra di nessuno che non si potevano recuperare.
Eppure nei momenti di relativa tranquillità i soldati riuscivano ad incidere il proprio nome nel cemento e nella roccia per lasciare un segno lì dove erano stati a soffrire.
Questi segni dopo più di novanta anni si possono ancora leggere.

Lino Ravani
 
Trincea del Monte Sei Busi a Redipuglia (Gorizia)

Fregio inciso nella medesima trincea
Fregio inciso nella Trincea Adamo posta sulle alture di Monfalcone (Gorizia)
Fregio inciso nella Trincea Cuzzi sulle alture di Monfalcone (Gorizia)
Fregio inciso su di un muretto ricovero alle falde del Monte Cukla sotto al Monte Rombon a Bovec in Slovenia